Impianto solare termico a circolazione forzata
Un impianto solare termico a circolazione forzata utilizza una pompa per far circolare il liquido termovettore tra i pannelli solari installati sul tetto e il bollitore di accumulo, che può essere posizionato anche a distanza, ad esempio in cantina o in un locale tecnico.
Su Spazio Clima trovi impianti solari termici Riello della gamma RPS 25 oltre alle varianti predisposte per un'installazione più rapida.
Questa configurazione è la più diffusa dove il bollitore non può essere collocato direttamente sul tetto insieme ai pannelli, o dove si desidera maggiore flessibilità nel posizionamento dei componenti.
Come funziona un impianto a circolazione forzata
In un impianto solare termico a circolazione forzata, una centralina elettronica confronta la temperatura del collettore solare con quella del bollitore e, quando conviene, attiva la pompa di circolazione per trasferire il calore raccolto dal sole all'acqua di accumulo.
Questo sistema attivo permette di posizionare il bollitore anche lontano dai pannelli, a differenza di un impianto a circolazione naturale dove i due elementi devono restare vicini.
La necessità di un'alimentazione elettrica per la pompa e la centralina è la principale differenza rispetto a un sistema passivo, mantenendo comunque bassi i consumi elettrici rispetto al risparmio ottenuto sul riscaldamento dell'acqua.
Modelli Riello disponibili
La gamma si differenzia principalmente per il numero di collettori inclusi nel kit, da scegliere in base al fabbisogno di acqua calda e alla superficie disponibile sul tetto.
Il modello RPS 25/4A e le relative varianti Ready-i sono pensati per semplificare l'installazione, con componenti preassemblati che riducono i tempi di montaggio.
Ogni sistema viene fornito completo di collettore, bollitore e centralina di regolazione, per un impianto pronto all'installazione.
Quando scegliere la circolazione forzata
Un impianto a circolazione forzata è indicato quando il bollitore non può essere installato direttamente sul tetto insieme ai pannelli, ad esempio per motivi strutturali o estetici, e va posizionato in un locale tecnico o in cantina.
Questa configurazione permette inoltre di installare pannelli di superficie maggiore rispetto a un sistema a circolazione naturale, adattandosi meglio a un fabbisogno di acqua calda più elevato.
Per abitazioni con esigenze più semplici, dove pannelli e bollitore possono restare vicini sul tetto, può essere sufficiente un impianto a circolazione naturale.